Chirurgia "evergreen"

Ho 60 anni, e se ripenso a quando i miei nonni avevano la mia età, sembravano già con un piede su una buccia di banana e l’altro nella tomba. Oggi siamo più attivi e in forma”, afferma Dan Mills, presidente dell’American society for Aesthetic Plastic Surgery.
Oggi si vive meglio e più a lungo - dichiara il Dr. Stafford Broumand, chirurgo plastico alla 740 Park Plastic Surgery di New York - e le persone vogliono vedersi come si sentono, più giovani. I 65 anni di oggi sono i nuovi 45”.
E se a questo aggiungiamo che, riflettendo, la signora agée della porta accanto in questi ultimi tempi ci sembra ringiovanita, si fa davvero in fretta a tirare le somme. Forse anche lei è stata contagiata dal nuovo fenomeno di tendenza che sta spopolando negli States: la “Grandma Plastic Surgery” ovvero gli interventi di chirurgia plastica ed estetica eseguiti su pazienti over 65. Questo trend infatti, sta riscuotendo sempre più consensi anche in Italia e il numero di senior che si rivolgono al chirurgo è nettamente in crescita.

Tornando alla realtà d’Oltreoceano i dati parlano chiaro. Secondo l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery, sono 143.000 gli americani dai 65 anni in su ad essere ricorsi al bisturi, più del doppio 20 anni fa e l’incremento maggiore si è avuto negli ultimi 5 anni. La maggior parte di loro ha un’età compresa tra i 65 e 75 anni e nel 75% dei casi si sottopone per la prima volta a un intervento. Le procedure più richieste? Lifting e blefaroplastica.
I pazienti anziani che entrano nel mio studio e scelgono la chirurgia di ringiovanimento del viso sono sempre più numerosi – dichiara il Dr. Marc Mani, chirurgo plastico a Beverly Hills – le persone oggi vivono più a lungo, lavorano più a lungo e hanno una vita sociale molto piena e per questo vogliono apparire al meglio. Grazie alle nuove tecniche e ai continui progressi della medicina possiamo soddisfare il loro desiderio assicurandogli anche un risultato estremamente naturale”. Pienamente concorde anche il Dr. Broumand che puntualizza “Ai miei pazienti dico che sembreranno più giovani di 10 anni, è come se avessero un gemello identico e, dopo l’intervento, appariranno ringiovaniti. Tanto importante quanto sembrare più giovani e infatti l’offrire un’immagine più fresca e distesa con cui ci si sente a proprio agio, in questo caso l’impatto psicologico positivo sulla vita delle persone è davvero tangibile”.

In effetti questa tendenza è il riflesso dei cambiamenti sociali e culturali dei nostri giorni. La generazione del Baby Boom (i 65enni di oggi) è molto diversa rispetto a quelle del passato, viviamo in un mondo che feticizza la giovinezza, soprattutto in ambito professionale dove le opportunità maggiori sono rivolte a chi è ancora nell’età “verde”. Diventa una necessità quindi restare al passo perché quando inizi a invecchiare diventi “invisibile” e la chirurgia estetica offre la possibilità di restare “visibili” e competitivi, afferma Colin Milner, CEO dell’International Council on Active Aging, un’associazione che promuove l’importanza di invecchiare bene e meglio.
Non bisogna poi dimenticare che sempre più spesso anche a una certa età si è fisicamente in forma e pieni di energie e diventa impossibile non avvertire una disconnessione con l’immagine che riflette lo specchio. E ad notare questo contrasto e a preoccuparsi maggiormente di mantenere un aspetto attraente sono le donne, che ricorrono all’intervento non solo perché il loro ruolo nella società è cambiata ma soprattutto per piacere a se stesse.
Da mettere in conto però che ricorrere alla chirurgia in età avanzata, nonostante le nuove tecniche operatorie siano sempre meno invasive e con tempi di recupero più brevi, comporta dei rischi aggiuntivi. Per questo è fondamentale affidarsi a un professionista esperto che valuterà attentamente ogni singolo caso. Lo conferma il Dr. Broumand: “Tutti i miei pazienti vengono visitati dallo staff medico e dall’anestesista e chiedo anche l’autorizzazione pre-operatoria al medico curante. La sicurezza e la salute vengono prima di tutto. Se non ci sono i presupposti per operare, non si procede. Piuttosto suggerisco in alternativa trattamenti non invasivi capaci di offrire risultati efficaci”.
L’ultima parola la lasciamo a Jean Stark, arzilla “grandma” 83enne di Lakewook in Colorado. Dopo essersi regalata una blefaroplastica dieci anni fa, sta pianificando un ritocchino al collo e alla parte inferiore del viso: “Non è un grosso problema – dice – se ti guardi allo specchio e non ti piaci, ma c’è la possibilità di migliorare il tuo aspetto, perché non farlo? L’avrei fatto anni fa, ma non c’erano le tecniche di oggi. In fondo che cosa ho da perdere? Se dovessi morire il giorno successivo almeno al funerale avrò un bel viso da guardare”.

V. C.