Lipofilling al seno: pro e contro

Da sempre un décolleté generoso, tonico e dalle forme armoniose, così perfetto da sfoggiare con fierezza, è il sogno di tutte le donne. Tanto che l’intervento di mastoplastica additiva (l’aumento del seno tramite l’inserimento di protesi dell’ultima generazione) è uno dei più richiesti. Tuttavia, non tutte le donne sono disposte a sottoporsi a un’operazione chirurgica. Che fare, rinunciare? Non è detto. La chirurgia estetica offre soluzioni alternative, la cui validità ed efficacia però meritano un’attenta riflessione.
Tra queste il lipofilling, una tecnica chirurgica basata sul reimpianto di cellule adipose (prelevate dalle aree del corpo in cui sono naturalmente presenti in quantità maggiore quali fianchi, addome, glutei) in particolari zone che necessitano di essere riempite e rimodellate, in questo caso il seno. Cosa aspettarsi da quest’intervento, quali sono i benefici e quali gli svantaggi? Facciamo il punto con il dott. Vincenzo Colabianchi.

Il lipofilling – spiega – è una metodica nata nei primi anni 2000. Inizialmente veniva utilizzata solo per il viso, e solo di recente, superate le obiezioni sollevate dalle autorità del settore, prima tra tutte, la Food and Drug Adminstration (FDA) americana, è stata autorizzata anche per il corpo. L’ostacolo da superare era la possibile formazione di calcificazioni nei tessuti. Non tutte le cellule presenti nel grasso iniettato, sopravvivevano all’impianto, quelle che non si vascolarizzavano, non ricevendo un adeguato apporto di sangue, morivano e potevano provocare delle calcificazioni che, in caso di mammografia, potevano essere scambiate (o nascondere) eventuali tumori. Oggi, grazie alle nuove tecniche operatorie e ai progressi degli esami diagnostici, il numero delle cellule che va incontro a necrosi è estremamente ridotto e, soprattutto, le calcificazioni sono ben distinguibili”.

Il dibattito tra “pro” e “contro” però è tutt’altro che chiuso. Innanzitutto, il lipofilling non sostituisce la mastoplastica additiva, soprattutto se si desidera un aumento significativo dei volumi. È consigliato per rimodellare un décolleté che ha perso turgore e definizione a causa dell’età, di una gravidanza o di un dimagrimento; per ottimizzare il risultato di un intervento di riduzione del seno (mastoplastica riduttiva) che presenta qualche imperfezione; per correggerne i profili e renderlo più tonico; o per minimizzare uno “stacco” ritenuto troppo evidente nel punto dove è stata inserita una protesi.
Un altro aspetto da non sottovalutare, è la possibilità che il risultato finale non sia all’altezza delle aspettative e che sia necessario intervenire una seconda volta per correggere eventuali asimmetrie e irregolarità o per ottenere le dimensioni desiderate. Parte del grasso iniettato viene riassorbito e questo processo è assolutamente soggettivo, può essere di entità maggiore o minore o avvenire in modo non simmetrico.
Da ricordare anche il tessuto adiposo presente in tutto il corpo, è sensibile alle variazioni di peso e il décolleté non fa eccezione. In caso di dimagrimento o, al contrario, di un incremento ponderale, ci si potrà trovare quindi con una taglia minore o maggiore rispetto a quella desiderata.
Un altro limite del lipofilling consiste nel fatto che non è un intervento adatto a tutte le donne. Sarà compito del chirurgo verificarne la fattibilità, indirizzando la paziente verso la scelta più giusta. Le candidate ideali sono le donne “rotondette” perché bisogna avere a disposizione una quantità sufficiente di grasso da prelevare. Tra la purificazione del tessuto adiposo aspirato e il riassorbimento dopo l’impianto, la resa finale è di circa il 25%.

Quali, invece, i suoi vantaggi? “Personalmente sono un sostenitore del lipofilling per l’aumento del seno”, dichiara il dott. Colabianchi. “È una tecnica che permette di raggiungere un doppio obiettivo: rimodellare e restituire armonia all’intera silhouette. Si eliminano le adiposità localizzate su fianchi, addome e glutei e si incrementano le dimensioni delle zone che mancano di volume. È innegabile che il risultato offerto sia definitivo (trascorsi alcuni mesi, necessari al grasso impiantato per assestarsi) e che non lascia cicatrici ed effetti artificiali, ma è necessario fare i conti con la possibilità di dovere ripetere l’intervento e con il fatto che l’aumento di volume del seno che si può ottenere è comunque modesto, nell’ordine di circa mezza taglia”.

Il gioco vale la candela? Qualche perplessità c’è, soprattutto se lo si confronta con la mastoplastica additiva. Un intervento sicuro, collaudato, dal risultato altrettanto permanente e naturale, che non richiede correzioni o aggiustamenti e che non riserva “sorprese”. L’aumento di volume del seno corrisponderà esattamente alle dimensioni delle protesi scelte.