Le età della bellezza

Linee d’espressione più o meno profonde, mancanza di luminosità e di tono, ovale poco definito. I segni d’invecchiamento appaiono progressivamente sul viso secondo un ordine ben preciso: dall’alto verso il basso. E se questa cronologia è comune a tutte le donne, diversa, invece, è la loro reazione. Quella giovane che scopre la sua prima ruga, non desidera altro che sparisca; quella più matura, non più nell’età verde, sa che la comparsa di una ruga non è un evento così drammatico e si preoccupa piuttosto del rilassamento cutaneo.
In realtà il processo d’invecchiamento non è legato solo al passare del tempo, anzi, a influenzarlo sono principalmente la morfologia personale e i fattori esterni quali lo stile di vita, l’alimentazione, il fumo, l’attività fisica, l’esposizione al sole.

Quella che, al contrario, è strettamente connessa all’età, è la sua percezione.
La trentenne viene in studio per “prevenzione”, convinta dai risultati che le sue amiche più agées hanno avuto dai trattamenti di medicina estetica; la quarantenne o anche più, si rivolge al medico o al chirurgo estetico perché teme che un volto non più freschissimo, in contrasto con il suo aspetto e il suo spirito giovanile, la faccia sembrare una “vecchia signora”.

Il fronte femminile si ricompatta quando andiamo a indagare i desideri e le principali preoccupazioni. Oltre l’80% vuole cancellare dal viso quell’espressione “negativa” dovuta alla stanchezza, alle preoccupazioni quotidiane, all’ansia, al surmenage; e, tutte, indipendentemente dall’età, vorrebbero avere un’epidermide luminosa e un look fresco e radioso. Differenti però i bersagli da colpire e l’obiettivo da raggiungere. Le donne giovani, si lamentano di quell’aria affaticata e spenta che contrasta con la loro energia e vitalità e vorrebbero ritrovare una bonne mine invidiabile. Infatti, le notti troppo brevi e una vita sociale molto attiva, lasciano il segno, così come una gravidanza recente, che influisce sull’aspetto generale della pelle a causa delle variazioni ormonali legate alla maternità. Stesso cruccio per le quarantenni, contrariate dall’immagine che riflette lo specchio, soprattutto quando in precedenza hanno abusato di sole e fumo: rughe, rughette e linee d’espressione, localizzate soprattutto nelle zone più fragili, non corrispondono al loro “essere”. Dai 50 anni in poi, le cose cambiano. A dare maggior fastidio e a preoccupare maggiormente sono i tratti che perdono freschezza e definizione. Proprio non ci si riesce ad abituare alla mancanza di tono e di éclat dell’incarnato.

Che fare? In aiuto arrivano la medicina e la chirurgia estetica che, grazie a tecniche e metodiche sempre più efficaci, offrono una soluzione mirata e personalizzata. Un professionista preparato e competente vi guiderà nella scelta del trattamento o dell’intervento che più si addice al vostro inestetismo. Un peeling superficiale all’acido glicolico per cancellare il colorito grigio, affinare la grana cutanea e restringere i pori; iniezioni di acido ialuronico (filler) per rimpolpare un’epidermide disidratata che manca di consistenza; laser per minimizzare e far scomparire macchie scure e discromie, come primo step nell’ambito della medicina estetica. Passando successivamente a lipofillers, mini-lifting, blefaroplastica, quando gli inestetismi sono più marcati e quindi diventano di competenza della chirurgia estetica.

A questo punto verrebbe quasi naturale affermare che “la bellezza non ha età”, e per certi aspetti è vero. Non c’è un limite d’età per sentirsi ed essere belle e per avere un aspetto in perfetta armonia con il proprio essere. Ma è altrettanto vero che, come tradizione vuole, “Prevenire è meglio che…” e quindi meglio giocare d’anticipo non per fermare il tempo ma per invecchiare bene e in bellezza.

V.C.