Lo sguardo che vuoi

Lo sguardo? Specchio dell’anima, si dice. Vero, ma con il passare del tempo per molte donne diventa un “traditore” che rivela, spesso prima del tempo, l’età, non sempre quella cronologica ma quella “beauty”.
Il perché è presto detto. La zona perioculare è esposta quotidianamente alle aggressioni climatiche e ambientali (vento, sbalzi di temperatura, riscaldamento, sole, inquinamento) e sottoposta costantemente alle sollecitazioni della mimica facciale. Come se non bastasse poi, è caratterizzata da un’epidermide più fragile, sottile e delicata rispetto a quella del resto del volto. Che significa? Che tende a invecchiare precocemente rispetto alle altre zone del viso e necessita quindi di cure e attenzioni particolari. “Coccolarla” con prodotti specifici ad azione nutriente, rigenerante, anti-age e idratante certo aiuta, soprattutto quando si è ancora giovani, ma con il passare del tempo, quando gli inestetismi si fanno più evidenti, le formule cosmetiche non sono più sufficienti, e diventa necessario ricorrere alle tecniche della medicina e della chirurgia estetica.

Le soluzioni offerte da entrambe le discipline sono molteplici, tutte sicure, dai risultati concreti e reali (temporanei o definitivi in base alla procedura adottata) e dall’efficacia provata, ma è fondamentale scegliere quella più indicata in base al difetto da trattare e all’età del paziente. Sarà compito del chirurgo illustrare tutte le opzioni possibili e guidarvi verso quella più indicata.

Ci si inizia a preoccupare del contorno occhi verso i 30 anni (le statistiche dicono 1 donna su 2), infastidite dalle ombre scure e dalla perdita di freschezza dello sguardo che assume un aspetto un po’ infossato. Se per le occhiaie a tutt’oggi ancora poco si può fare, si può invece ricorrere a iniezioni di acido ialuronico per colmare l’incavo che si forma sotto la palpebra inferiore, a patto che il filler sia eseguito da un professionista vista la delicatezza dalla zona. Verso i 30-35 anni, ci si concentra maggiormente sui dettagli: una ruga sottile, un segno d’espressione, un’increspatura, colpevoli di dare subito un’aria stanca e affaticata a tutto il viso. In questo caso, qualche seduta di mesoterapia le minimizza visibilmente ma bisogna mettere in preventivo che possono comparire lividi ed ecchimosi. Le "zampe di gallina" sono il cruccio delle 40enni, poco importa se “sono le rughe del sorriso”. Il botulino è la procedura più indicata, non solo infatti le attenua, ma alzando il sopracciglio, apre lo sguardo e lo rende più giovane. È possibile anche ricorrere al laser frazionato che le leviga e stimola la produzione di collagene nei tessuti e quindi ridensifica la pelle. Arrivano i 45-50: la palpebra superiore dà segni di cedimento assumendo un aspetto cadente e borse e gonfiori si installano definitivamente. Qui solo la chirurgia estetica può essere d’aiuto. Una blefaroplastica (superiore, inferiore o entrambe, quando necessario) rappresenta la soluzione ottimale e definitiva.

V.C.