Addio Ivo Pitanguy

Ivo Pitanguy non c'è più. Ci ha lasciati ieri, all’età di 93 anni.
Nell’apprendere la notizia sono riaffiorati tanti ricordi, momenti di vita vissuta che ho avuto la fortuna, professionale e personale, di condividere con lui.
Difficile credere che non ci sia più. La sua forza, la sua determinazione, la sua voglia di vivere e il suo “mito” erano tali da far credere che fosse immortale.
Ho ancora davanti agli occhi l’immagine dell’ultimo gesto che ha fatto per il “suo” Brasile, portare la torcia olimpica per le strade di Rio de Janeiro sulla sua sedia a rotelle, orgoglioso e fiero. Impossibile, quindi, non tornare con la mente a quei tempi.
La prima volta che andai a Rio fu nel 1988. La consideravo una tappa obbligata per il mio percorso di chirurgo plastico ed estetico. Lui era il padre di questa disciplina ed era il chirurgo più famoso al mondo.
Rimasi subito impressionato dalla sua personalità e dal suo carisma. Un vero combattente, tenace e anche un po’ trasgressivo, atteggiamento tipico delle persone che guardano avanti. Entusiasta della vita, amava la storia e la poesia, e ogni conversazione con lui era una perla di saggezza. Ricordo ancora come fosse ieri, un nostro incontro di 20 anni fa, a Bologna, nella sala di un hotel, in occasione di un congresso. Dopo la cena ci siamo fermati a parlare e siamo rimasti a chiacchierare e a ridere fino alle 2 di notte. Lui era così, gli piaceva raccontare barzellette in “napoletano” (incredibile… parlava sei lingue, dialetti compresi). Poi quando ci siamo salutati mi lasciò con questa frase: “Purtroppo la vita è troppo corta”.
Ecco, voglio ricordarti così… Maestro di vita e di pensiero, fonte insostituibile d’ispirazione, spirito ribelle innamorato della vita. Ci sono incontri che ti cambiano, persone che ti restano “dentro” per sempre. Tu sei una di queste.

Vincenzo Colabianchi