Cuscinetti e cellulite? Oggi si sciolgono

È l’inestetismo femminile più odiato. Ed è anche quello più diffuso e il più “democratico”. I cuscinetti adiposi localizzati, colpiscono senza distinzione 9 donne su 10, dalla casalinga alla celebrity, senza curarsi dell’età e della forma fisica: che si sia magre o rotondette poco importa. Si concentrano principalmente su natiche, fianchi e cosce dove si aggrappano andando a braccetto con cellulite e pelle a buccia d’arancia. Inoltre, nonostante siano oggetto di una strategia mirata a cancellarli che non prevede esclusione di colpi, resistono spesso a diete, attività fisica e trattamenti cosmetici.
Vietato però demordere. Fermare e arginare i “maledetti” è possibile. Un aiuto concreto arriva dalla medicina e dalla chirurgia estetica che offrono molteplici soluzioni, dalle metodiche non invasive agli interventi chirurgici. L’ultima novità arriva dagli Stati Uniti ed è un trattamento mini-invasivo e veloce che, se supererà il vaglio delle autorità e manterrà le promesse in termini di efficacia e risultati, sembra destinato a rivoluzionare il panorama della medicina estetica. Si avvale infatti dello stesso farmaco utilizzato per eliminare il doppio mento e, nonostante a tutt’oggi il suo uso sia stato autorizzato dalla Food And Drug Administration (FDA) americana solo per il viso, già molti medici se ne avvalgono off-label per correggere gli inestetismi il corpo. Inutile dire che negli States è già diventato un “cult”. In Italia non è ancora praticato, ma se otterrà il benestare, giungerà a breve anche da noi. D’obbligo fare fin da ora un po' di chiarezza valutandone pro e contro.

Il trattamento è ambulatoriale e ha una durata di circa 10 minuti. Consiste nell’iniettare nelle zone da trattare un farmaco sintetico l’ATX-101 (noto ai più come Kybella, il suo nome commerciale) che simula il comportamento di una sostanza naturalmente presente nell’organismo: l’acido desossicolico, un acido biliare secreto dal fegato il cui compito è dissolvere il grasso assunto con la dieta. Ha infatti un’azione citolitica, ovvero rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa. Il risultato nel nostro caso è “sciogliere” l’adipe facendo sì che possa essere riassorbito ed eliminato definitivamente dall’organismo. Ulteriore plus, un visibile effetto lifting: la distruzione mirata delle cellule adipose induce i tessuti a produrre nuovo collagene con un conseguente incremento della tonicità e della compattezza cutanea. I risultati, del tutto simili a quelli di una liposuzione (alcuni pazienti, dichiarano i medici che già lo utilizzano, arrivano a perdere fino a 2,5 cm circa di girocoscia), sono visibili già dopo poche settimane e si consolidano nei mesi successivi. A controbilanciare la partita, in primis, il fatto che non è del tutto indolore. Le iniezioni provocano una sensazione di bruciore che si avverte già durante il trattamento e che si protrae anche nei giorni successivi, nei quali potranno comparire anche arrossamenti, intorpidimenti e gonfiori. Inoltre, comporta una spesa abbastanza onerosa a causa della quantità di prodotto necessaria, tenendo anche presente che serviranno da 4 a 6 sedute per un risultato ottimale. Il rischio di effetti indesiderati si moltiplica se a eseguire questa tecnica non è un professionista esperto in intralipoterapia (l’eliminazione delle cellule adipose tramite iniezioni). Se non viene usato correttamente il Kybella non agisce solo sui grassi ma anche sulle altre cellule danneggiando irreversibilmente la struttura dell’epidermide. In attesa che ne venga verificata l’effettiva efficacia e la sicurezza clinica di questa procedura, meglio orientarsi su metodiche collaudate, sicure e dal risultato garantito e duraturo. Prima tra tutte la Lipoemulsione Sottocutanea (L.E.S.C.), basata sul principio della dissoluzione del tessuto adiposo in eccesso tramite ultrasuoni.

V. C.