Back to school...con ritocchino

Vacanze finite, si torna a scuola. In tutto il mondo, senza alcuna eccezione. Studenti dei college americani compresi. A fare la differenza tra gli universitari d’oltreoceano e quelli europei sono però le voci dell’elenco delle cose da valutare e fare prima del “back to school”.
Un numero sempre maggiore di “undergraduate” prende seriamente in considerazione l’eventualità di regalarsi un “ritocchino” prima di rientrare in aula. I dati lo confermano. Lo scorso anno la percentuale di giovani tra i 18 e 24 anni che si sono rivolti a un medico o a un chirurgo estetico è aumentata del 37%, con un picco significativo proprio in estate (circa l’80%) e durante le vacanze invernali. La spiegazione è facile: hanno più tempo libero e non sono impegnati fuori sede o con lo studio. A confermare questa teoria, l’incremento esponenziale nello stesso periodo anche del numero di insegnanti.

Quali sono le procedure più gettonate?

In pole position, la rinoplastica non chirurgica, ovvero il Rinofiller. Ad attrarre i ragazzi, il fatto che si tratta di un trattamento non permanente, reversibile, veloce e che non richiede tempi di recupero o degenza ospedaliera. Inoltre, come sottolinea Dara Liotta, chirurgo plastico di New York, “Spesso affermano di voler “provare” e vedere quale potrebbe essere il risultato prima di sottoporsi in futuro a una rinoplastica. Inoltre, essendo economicamente meno oneroso, per loro è più facile convincere i genitori a regalarglielo”. Le cifre ci offrono un quadro ben preciso della situazione: il numero di Rinofiller eseguiti su giovani tra i 18 e 24 anni è aumentato nell’ultimo anno del 40%.
Molto richiesti da questa fascia d’età anche i filler per le labbra. Le iniezioni di acido ialuronico e di sostanze riempitive per modellare e aumentare il volume delle labbra sono molto popolari, soprattutto tra le ragazze, tanto da essere il trattamento che ha registrato fino ad oggi il maggior incremento nel 2016. Anche in questo caso, il motivo è da cercare nell’effetto “preview” di queste procedure e nel loro risultato temporaneo.
Inoltre, come afferma il dott. Anthony Youn, specialista di Detroit: “Le metodiche non permanenti e mini-invasive si rivelano utili per guadagnare tempo e posticipare un intervento chirurgico permettendo ai pazienti più giovani di maturare sia psicologicamente e che fisicamente”.
A decretare l’escalation del ritocchino, i social media, che giocano un ruolo importante. I ragazzi sono degli habitué e per loro è assolutamente normale condividere le proprie esperienze in rete. Foto di “prima e dopo” comprese. Così sempre più ragazzi vengono a conoscenza delle soluzioni offerte della medicina estetica, si incuriosiscono, e si informano sulle differenti possibilità. Altro elemento da non sottovalutare, il contributo delle celebrities che non fanno più segreto dell’essere ricorse a filler, botulino, laser per apparire sempre al top. E il desiderio di imitazione, si sa, è forte, soprattutto in giovane età.

Una riflessione però è d’obbligo. Tutti i trattamenti e le procedure di medicina e di chirurgia estetica non vanno presi alla leggera. Anzi, soprattutto quando riguardano i ragazzi è necessario procedere con saggezza e cautela. Lo specialista ha l’obbligo professionale e morale di informarli correttamente (genitori compresi) sugli eventuali rischi e sulle conseguenze che potrebbero verificarsi. I social media purtroppo non comunicano questo aspetto e può accadere che se ne sottovaluti l’entità.

Altro fattore che il medico deve valutare è il “perché” si è deciso di ricorrere a un “ritocchino” o a un intervento. Se intuisce che a motivare il paziente c’è il desiderio di piacere agli altri o il credere che la sua felicità dipenda da questo, deve avere il coraggio di dire “no”.

V. C.