Chirurgia estetica: i nuovi pazienti sono...social

La chirurgia estetica cambia. Non solo cambiano procedure e interventi, sempre meno invasivi e più performanti, ma cambiano anche i pazienti. E non stiamo parlando di genere, età o posizione sociale. I nuovi pazienti che varcano la soglia dello studio del chirurgo oggi sono quelli “informati”. La loro fonte d’informazione? I social media. La conferma di questo fenomeno che osserviamo ormai quotidianamente qui in Italia, arriva direttamente dagli States, dove questa tendenza si è affermata ormai da tempo, grazie soprattutto alla maggior propensione ad essere costantemente “connessi” degli americani.

David Hartman, chirurgo plastico di Dover, Ohio afferma “L’impatto dei social media è subito visibile nei pazienti che vengono la prima volta per un consulto. Guardandoli, dalla loro espressione capisci subito che vi è un maggior livello di comprensione perché hanno già visto video, foto di prima e dopo e letto recensioni sull’intervento a cui desiderano sottoporsi e sulla mia attività ed esperienza professionale”. Se è comunque fondamentale spiegare loro le differenti opzioni all’intervento, i limiti, i risultati effettivi caso per caso, è altrettanto vero che i pazienti pre-informati fanno domande più mirate e personalizzate e che instaurano un rapporto più stretto e di maggior fiducia con il chirurgo. “L’altro vantaggio che ci offrono i social – continua il dr. Hartman – è che i pazienti che ci incontrano per la prima volta, ci conoscono già. Hanno già letto di noi e su di noi online, si sono identificati con noi e con la nostra idea di chirurgia estetica e ci hanno scelto tra molti per le nostre peculiarità. Inoltre, grazie alle loro ricerche sul web hanno una visione più equilibrata di cosa aspettarsi dall’intervento: i rischi, i benefici, le limitazioni, le alternative, e questo li rende a mio avviso pazienti migliori”.

Il dr. John Paul Tutela, chirurgo plastico di Livingston, New Jersey, sottolinea un altro lato positivo dei social media. Parlare di chirurgia estetica, svelare un “ritocchino”, non è più tabù. Sui social, complici anche le celebrities che fanno sempre più spesso outing, si parla molto più liberamente dell’argomento, si ha la possibilità di condividere foto, testimonianze, esperienze e avvalersi di tutte queste informazioni per poi fare la scelta più giusta. Tuttavia è un’arma a doppio taglio per noi medici. La legge del web è implacabile. Se è vero che, per noi medici, è un ottimo mezzo di pubblicità perché un numero sempre maggiore di persone viene a conoscenza di tutte le procedure disponibili è può scegliere in base alle sue necessità e ai suoi desideri, è altrettanto indubbio che fa più notizia e ha maggior risalto un “disastro”, un intervento riuscito male che ha stravolto la morfologia e l’estetica di un viso o di un corpo, e questo ha sicuramente un forte impatto su chi sta valutando di sottoporsi a una procedura chirurgica”.
Questa tendenza non coinvolge solo la chirurgia, ma anche la medicina estetica. Il dr. Sejal K. Shah, dermatologo di New York, spiega che “Il “social-media-medicine-trend” è ormai estremamente comune. I social fanno parte della vita quotidiana di molte persone e hanno una grande influenza su ciò che scelgono o desiderano. Così come comprano online vestiti, accessori, cosmetici, altrettanto si informano e vengono a conoscenza dei trattamenti estetici e vengono a chiederli nei nostri studi”. Se questo è un fattore positivo perché i pazienti quando si sottopongono ad una visita hanno già una conoscenza di base sulle procedure disponibili e sulle loro modalità, esiste anche un aspetto negativo. “Spesso accade che richiedano trattamenti che non sono adatti alle loro esigenze e non è facile fargli cambiare opinione. Inoltre, il web è uno spazio libero e chiunque può postare informazioni e immagini di trattamenti o farsi pubblicità, anche medici e chirurghi che non sono specializzati e non hanno le capacità, la professionalità e l’esperienza necessarie per garantire risultati ottimali, e per un paziente spesso è difficile riconoscere un professionista da un improvvisato”.

Un altro tratto che accomuna le due discipline, è la maggiore apertura anche ne confronti dei trattamenti non invasivi.I pregiudizi nei confronti di chi è ricorso al botulino o verso chi vuole regalarselo, stanno sparendo, perché ormai è chiaro a tutti che il risultato è assolutamente naturale e che permette di vedersi meglio senza perdere l’espressività – dichiara il Dr. Kim Nichols, dermatologo di Greenwich, Connecticut – le donne si sentono sempre più a proprio agio nel sottoporsi alle iniezioni, tanto che scelgono sempre più spesso la “soluzione unica” ovvero di trattare più inestetismi in una sola seduta. Non solo cancellare rughe e segni del tempo ma anche risolvere problemi di emicrania o di sudorazione eccessiva. E questo vale anche per gli uomini che parlano sempre più spesso tra di loro di “bro-tox” (il nickname che hanno inventato per definire i trattamenti di botulino al maschile), complice la consapevolezza di quanto sia importante per loro avere un aspetto giovane e riposato sul lavoro per essere competitivi e stare al passo con i più giovani”.
A trarre le conclusioni è il Dr. Michale Godin, chirurgico plastico di Richemont, Virginia: “La mia opinione e che i social media hanno un ruolo importante nel futuro della chirurgia estetica soprattutto perché essendo frequentati dai giovani li avvicinano a questa disciplina e li invitano a provarne i trattamenti e le procedure. Vi chiedete se le mie ipotesi si concretizzeranno? Aspettate un anno o poco più e vedrete voi stessi."

V. C.