Un selfie per amico

Non tutti i selfie vengono per nuocere. Almeno in tema di chirurgia estetica. In tempi in cui ogni momento è quello buono per immortalarsi nella più classica “duck face” o sfoggiando la più recente e gettonata espressione “Fish Gape”, girare lo smartphone verso di sé e scattare una foto sembra davvero essere una scelta vincente per migliorare e velocizzare il processo di recupero post-operatorio. A dimostrarlo, uno studio pubblicato di recente sull’Aesthetic Surgery Journal, pubblicazione scientifica dell’ASAPS (American Society for Aesthetic Plastic Surgery). I ricercatori hanno scoperto che il 96,2% dei pazienti che avevano inviato un selfie al chirurgo nei giorni immediatamente successivi all’intervento hanno avuto un recupero di qualità superiore e in ben 3 casi (su 57 persone coinvolge nella studio) è stato possibile per i medici rilevare precocemente segni di complicazioni.
Il Dr. James E. Zins, chirurgo plastico alla Cleveland Clinic Foudation in Ohio, uno degli autori dello studio, spiega che l’idea della ricerca è nata da una prassi già attuata con i suoi pazienti. “Ero solito contattare personalmente i miei pazienti nei giorni successivi all’operazione per verificare che tutto procedesse al meglio. Un giorno un paziente mi invia una sua foto per chiarirmi meglio un problema che aveva rilevato dopo l’intervento. Mi è stato subito chiaro che questa procedura poteva essere di grande aiuto”. Il Dr. Zins ha quindi iniziato a chiedere a tutti i suoi pazienti di mandargli un messaggio e un selfie dopo 48 e 72 ore dall’intervento. La scelta si è rivelata subito giusta: “I vantaggi sono molteplici. Innanzitutto posso tranquillizzarli su ecchimosi, gonfiori e altre conseguenze post-operatorie che sono assolutamente normali, e inoltre posso notare precocemente complicanze che possono verificarsi dopo l’operazione”.
Il Dr. Darren M. Smith, chirurgo plastico a New York, ribadisce l’utilità dell’uso dello smartphone e per lui è ormai assolutamente naturale ricorrervi. “In particolare è ormai una routine per gli interventi di mastoplastica in cui viene riposizionato il capezzolo – spiega - fino a poco tempo fa o si tratteneva il paziente una notte o lo si faceva tornale il mattino successivo per un controllo perché c’è sempre un minimo rischio che non si sia ripristinata la corretta circolazione sanguigna. Ora con un selfie è tutto più facile, si evita al paziente di dovere tornare in clinica, si può intervenire altrettanto tempestivamente nel caso si rilevassero dei problemi, si riescono a fugare i dubbi e gli interrogativi nel corso del processo di guarigione, e non ultimo si può seguire un paziente anche se è di un’altra località”. Attenzione però, sottolinea “uno smartphone non sostituirà mai la visita del chirurgo, l’esame visivo e il rapporto umano e di fiducia che si instaura tra medico e paziente, ma è innegabile che la moderna tecnologia è di grande aiuto per entrambi”.

V. C.