Medicina estetica o chirurgia? Fai la scelta giusta

Nell’ultimo decennio la medicina e chirurgia estetica hanno fatto passi da gigante proponendo innovazioni continue e nuove procedure sempre più performanti. Parallelamente, la maggiore possibilità di scelta ha fatto sì che gli uomini e le donne che si rivolgono a una specialista siano sempre più numerosi. Una tendenza questa che, già presente da qualche anno, secondo gli esperti continuerà in crescendo nei prossimi dieci anni. Cambia, invece, l’atteggiamento culturale. Non si vuole più “ringiovanire” ma “invecchiare bene”, e non si cerca di “riparare i danni” ma piuttosto di prevenire i segni del tempo. Entrano quindi in scena la medicina e la chirurgia estetica diverse per obiettivi (preventiva, la prima, correttiva, la seconda) ma sinergiche poiché prima o poi arriva il giorno in cui i “ritocchini” non bastano più ed è necessario ricorrere all’intervento. Capire “quando” o “cosa” è meglio, non è certo facile, ecco perché è fondamentale rivolgersi a un professionista che saprà consigliarci la procedura più indicata ed efficace. Facciamo comunque un po’ di chiarezza.

Occhi – Rughe, linee d’espressione, occhiaie, borse, palpebre appesantite. Lo sguardo è il primo a mostrare i segni del tempo. Tante le opzioni tra cui scegliere, da sapere però che le procedure di medicina estetica hanno dei limiti. Tra queste, citiamo la Plexr, uno strumento di elettrochirurgia non ablativa che sfrutta i gas ionizzati dell’atmosfera generando il plasma ottenendo sui tessuti in effetto di sublimazione e una retrazione della pelle rilassate. È però sconsigliata in caso di palpebre troppo pesanti e cadenti. La soluzione ideale, è l’intervento di blefaroplastica, utile anche quando sono presenti borse e occhiaie incavate. Se, invece, sono le sopracciglia a “cedere”, le iniezioni di botulino permettono di risollevarle. Attenzione però: meglio non eccedere per non ritrovarsi con un “frozen look”, ovvero con i muscoli bloccati che impediscono ogni espressione. Inoltre le il sopracciglio è troppo pesante e il muscolo orbicolare indebolito non risolvono totalmente il problema. Meglio affidarsi alla chirurgia con un lifting temporale o minilifting.

Viso – Due i principali segni d’invecchiamento. Primo, la ptosi, ovvero il rilassamento dei tessuti che “scivolano” verso il basso alterando l’ovale del volto e rendendo più evidenti i solchi nasogenieni e la valle della lacrime. Se l’inestetismo non è troppo avanzato, la medicina estetica viene in soccorso con le iniezioni di acido ialuronico che, effettuate sui punti strategici quali tempie e zigomi ed evitando la parte bassa del viso per non appesantirlo ulteriormente, assicurano un effetto lifting. Se il rilassamento è importante, invece, è necessario ricorrere al lifting. Accanto, la scheletrizzazione, ovvero il riassorbimento del tessuto osseo, in particolare a livello delle guance, che provoca la perdita di tridimensionalità e dei volumi con un conseguente aspetto “scavato” del viso e uno squilibrio tra pelle in eccesso e riduzione del grasso presente nei tessuti con la comparsa di pieghe e rughe. In questo caso la scelta privilegiata è la medicina estetica. Si utilizzerà l’acido ialuronico per correggere i volumi abbinato a filler rimpolpanti “skinbooster” per restituire densità ai tessuti. Un’altra opzione è il Lipofilling, il reimpianto di cellule adipose (prelevate dalle aree del corpo in cui sono naturalmente presenti in quantità maggiore) in particolari punti che necessitano di essere riempiti e rimodellati. Molti chirurghi però gli preferiscono le iniezioni di acido ialuronico perché sono più facili da dosare e vantano una coesività perfetta mentre, essendo grasso innestato più fluido di quello originario, c’è il rischio di ottenere un risultato non omogeneo. Se però il viso è molto scavato e la pelle rilassata, il lifting è la procedura più indicata.

Collo – Con il passare del tempo, il collo rivela progressivamente i segni dell’età. Al comparire dei primi inestetismi, una mesoterapia con acido ialuronico libero più un cocktail di vitamine, distende e restituisce compattezza e tonicità, così come le iniezioni di botulino, utili anche per revenire le antiestetiche “corde”. Più avanti, meglio ricorrere a sedute di ultrasuoni o di radiofrequenza che ridensificano il derma. Se, invece, il rilassamento è avanzato, è necessario prendere in considerazione un lifting cervicale o la platismoplastica, che elimina la pelle in eccesso e la ridistende, riposizionando il plastisma, un muscolo pellicciaio situato ai lati del collo.

Labbra – Che si tratti di labbra che perdono spessore con l’età o del loro profilo che si segna con rughette verticali, l’odiatissimo “codice a barre”, la procedura più indicata sono le iniezioni di acido ialuronico. Decisamente banditi i filler permanenti che danno un risultato poco naturale e labbra “a canotto”. Attenzione però, ripetere troppo spesso il trattamento può creare un inspessimento.

V. C.