Viaggio nei nuovi luoghi della chirurgia: Corea del Sud e Taiwan

In un nostro precedente articolo abbiamo visto come la chirurgia e medicina estetica stiano crescendo esponenzialmente in paesi che fino ad ora non si erano dimostrati interessati a questo settore, in particolare quelli dell’Asia, Medio Oriente e America Latina. A richiamare l’attenzione su queste nazioni i dati pubblicati dall’International Society of Aesthtic Plastic Surgeons (ISAPS) nel suo Global Aesthetic Survery. Fatta quindi un po’ di chiarezza, analizziamo ora in una serie di articoli le motivazioni che hanno portato a questa escalation e le differenze da nazione a nazione. Sarà un viaggio a tappe. La prima è in Asia.

Corea del Sud e Taiwan
All’inizio di quest’anno il gruppo musicale di K-pop Six Bomb, ha pubblicato il singolo Becoming Prettier, un inno incondizionato alla chirurgia estetica, in particolare al “restyling” costato 90.000 dollari a cui si sono sottoposti i membri della band. E se il video del brano è stato tra i più cliccati e ha rubato i titoli delle prime pagine di site web e riviste, è altrettanto vero che ha fatto impennare i grafici degli interventi estetici in Corea del Sud
Seoul è la città che esercita la maggiore influenza su tutto il continente e i miglioramenti di certe stelle di K-pop opere delle sue cliniche, hanno scatenato un “effetto domino” in tutta l’Asia. Il risultato? Ora i luoghi della capitale specializzati in chirurgia plastica dedicano un terzo dei loro interventi a pazienti cinesi e del sud-est asiatico. Ciò significa anche un incremento del turismo medico e di tutte le attività ad esso collegate, un tourbillon valutato attorno ai 500 milioni di dollari e che, secondo le stime della Korea Tourism Organisation si arriverà a toccare il milione di turisti medici entro il 2020.

A Taiwan, la storia è simile. Delle 388.000 operazioni effettuate lo scorso anno, circa un terzo ha interessato pazienti cinesi che attraversano lo stretto singolarmente o in gruppi per avvalersi di una chirurgia di qualità elevata ma a un prezzo più accessibile rispetto alla Cina. Ad influenzare maggiormente le persone il fatto che per molte star di K-pop il miglioramento estetico è stato essenziale per arrivare al successo. Così pensano che “anch’io sarò più competitivo”.

La blefaroplastica rappresenta quasi la metà degli interventi eseguiti in Corea del Sud e Taiwan e spesso gli adolescenti la ricevono come regalo per i 18 anni. Il motivo è presto detto. Tutti i ragazzi sono concordi nell’affermare che la blefaroplastica consente loro di avere un look “europeo” permettendo di liberarsi di una caratteristica somatica degli asiatici ed orientali spesso vissuta come un problema per la vita professionale futura. In sintesi, la vivono come un aggiornamento dei canoni estetici della nuova generazione.

È comunque difficile individuare un solo motivo che giustifichi la popolarità raggiunta dalla chirurgia estetica in questi paesi. “Penso il rapido processo di industrializzazione degli anni ’70 e ’80 che ci ha portato da paese povero all’essere l’11a economia al mondo ha avuto un grande impatto – afferma Haesoon Jung, redattore coreano di moda e consulente in tecnologia di StyleIntelligente – La nazione ha capito che il cambiamento e il miglioramento sono stati una cosa buona e parallelamente vedono la chirurgia estetica come qualcosa che potrebbe portare ad un futuro migliore dal favorire l’affermazione sul lavoro o semplicemente avere un coniuge più attraente”.

Un altro fattore che riguarda sempre la Corea del Sud potrebbe essere il fatto che Seoul è considerata l’Hollywood dell’Asia e quindi imita i valori estetici di Los Angeles ma in overdrive, sovramoltiplicandoli e portandoli talvolta all’eccesso.
Interrogato a riguardo, Renato Saltz, presidente ISAPS, ha dichiarato “L’Asia dominerà le statistiche per molti anni a venire”, egli crede infatti che il futuro della chirurgia plastica sia in Asia orientale, sia in termini di innovazione che di popolarità. In particolare richiama l’attenzione sulla Cina “dove si fanno già fantastici interventi ricostruttivi ed esistono programmi di formazione eccellenti come pure in Corea del Sud. Gli Stati Uniti hanno naturalmente ancora un mercato enorme e quindi prevedo che saranno proprio gli States e l’Asia orientale a governare l’intero settore”.

V. C.