Botulino: espressività salva con il Microdroplet Lift

Il maggiore deterrente per chi sta pensando di regalarsi un volto più fresco, disteso e riposato ricorrendo alle iniezioni di botulino, è la paura di ritrovarsi con i tratti immobilizzati e l’espressività ridotta a zero, ovvero quell’effetto che gli americani chiamano “frozen”, congelato, che leviga sì rughe e segni del tempo, ma lascia sul viso e sulla fronte l’aspetto della costante sorpresa.
Per cancellare ogni timore, medici e chirurghi estetici si sono dati da fare e hanno messo a punto una nuova tecnica: la Microdroplet Lift. Ad inventarla e brevettarla, Kenneth Steinsapir, chirurgo oculoplastico a Bevery Hills, California. In pratica si evita di trattare la zona della fronte e si concentrano le iniezioni lungo le sopracciglia e l’area glabellare. “La fronte non viene coinvolta – afferma il dott. Steinsapir – questo significa che vengono trattati solo i muscoli depressori delle sopracciglia, mentre quelli elevatori posti sulla fronte non vengono toccati”. Questa tecnica permette di distendere e rendere meno evidenti rughe e linee d’espressione riducendo la quantità di lavoro a loro carico (tutti gli ammiccamenti, corrugamenti e le contrazioni muscolari indotte dalla mimica facciale) piuttosto che “paralizzandoli”. Il risultato è ottimale, spiega ancora il dott. Steinsapir: “Quel pizzico di riposo che offriamo alla fronte fa sì che si rilassi, che il sopracciglio si sollevi e le rughe diminuiscano e si levighino senza bloccare l’espressività”.

V. C.