Viaggio nei nuovi luoghi della chirurgia estetica: America Latina

Seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta dei nuovi luoghi della chirurgia estetica, paesi emergenti che si affacciano al panorama internazionale insidiando il primato degli Stati Uniti quale nazione “top” del settore.

Brasile e Colombia

In America Latina, la classe potente, quella delle persone più in vista e che contano, è una classe bella”, spiega Miguel Soffia, regista di documentari che ha trascorso anni a studiare le tendenze della chirurgia estetica in Sud America. “Credo che alla base ci sia un retaggio storico, il desiderio di assomigliare agli Europei, ai Conquistatori del passato. E spesso l’intervento è l’unica soluzione”.
Il Brasile ha visto lo scorso anno ben 2,5 milioni di procedure chirurgiche, l’11% della quota mondiale, seconda solo agli Stati Uniti. La maggioranza degli interventi riguarda il body sculpting. In particolare i più richiesti sono quelli al seno, all’addome e ai glutei. "Sono proprio i “Brazilian Buttocks”, i protagonisti di una delle più tendenze mondiali più forti tra quelle che si sono affermate quest’anno – dichiara Renato Saltz, presidente ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgeons) – Si tratta di un trend nato in America Latina che, inizialmente è rimasto confinato in questo paese, per poi dilagare e conquistare tutto il resto del mondo”.

La Colombia, invece, è un paese conosciuto per il suo servizio sanitario di alta qualità. Questo ha fatto sì che sia una delle mete privilegiate per il turismo medico (l’Oxford Business Group nel 2014 ne ha stimato il suo valore a 216 milioni di dollari). I dati ISAPS confermano: lo scorso anno sono state eseguite circa un milione di procedure di cui circa 75.000 (secondo quanto dichiara Miguel Soffia) su turisti.
In tutta l’America Latina – afferma ancora Soffia – trovare un chirurgo plastico è facile come trovare un parrucchiere”. Una scappatoia della legislazione colombiana, ad esempio, ha permesso ad alcuni medici di evitare i cinque anni di formazione richiesti e di ottenere la qualifica in Brasile in soli sei mesi rendendola automaticamente valida anche in Colombia. La conseguenza di tutto questo è stato un incredibile incremento dei chirurghi plastici ed estetici ma anche un impennata di disabilità, danni permanenti e perfino delle morti, conseguenza degli interventi effettuati da questi chirurghi non qualificati e privi di esperienza. “Questo elevato numero di medici – continua Soffia – porta le donne all’esasperazione e per decidere sceglieranno l’opzione più economica comprando un ideale di bellezza latina irreale pensando che sia il meglio per loro. In Colombia, Venezuela e Brasile in particolare, credono ancora che l’unico moda per essere apprezzato nella società sia essere bellissima. Ci vorrà tempo per cambiare questa cultura, ma al contrario, i governi dovranno intervenire al più presto con una regolamentazione che offra garanzie di professionalità a chi decide di sottoporsi ad un intervento”.
Renato Saltz, invece, è più ottimista neo confronti del settore. “Personalmente sono stato colpito dai chirurghi che ho incontrato in Colombia e dai trend che si stanno affermando nel paese. Hanno chirurghi eccezionali, ma anche chirurghi pessimi. Non possiamo negarlo. C’è quindi il bisogno urgente di istituire un sistema di controllo centralizzato che controlli e gestisca le licenze e che i pazienti siano più consapevoli e informati sugli standard di sicurezza prima di prenotare un intervento”.

V. C.