Filler, non solo labbra

Dici “filler riempitivi” e subito pensi alle labbra e all’aumento del loro volume. Ma non solo. Possono essere di grande aiuto anche per contrastare l’invecchiamento del “terzo medio”, la parte centrale del volto, ovvero guance e zigomi, come dimostra il forte incremento registrato negli Stati Uniti delle procedure dedicate a questa zona. L’attenzione femminile si concentra su quest’area a partire dai 40 anni quando i solchi naso-genieni diventano più evidenti. Sbarazzarsene diventa l’obiettivo numero uno perché aggiungono al viso un aspetto stanco e affaticato. Queste due “parentesi” che si insinuano tra il naso e le guance, ai lati delle labbra, si formano con il passare del tempo a causa del rilassamento e dello scivolamento verso il basso (ptosi) dei tessuti molli degli zigomi. Di conseguenza, i segni diventeranno più profondi (così come la “valle delle lacrime”) e la zona laterale del viso appare svuotata.
Fondamentale, ripristinare i volumi della giovinezza e colmare i solchi per distendere i tratti, avvalendosi di differenti tecniche a seconda dell’entità dell’inestetismo da correggere. Prima tra tutte, i fillers di acido ialuronico, iniezioni localizzate che, come afferma il dott. Young Cho, chirurgo plastico di Houston “permettono di colmare la ruga e di volumizzare la zona della valle delle lacrime e dello zigomo, ripristinando il supporto tissutale e i volumi persi”.
Della stessa opinione anche il dott. Richard Fleming, chirurgo plastico facciale di Beverly Hills. Afferma infatti che “per riempire l’aspetto incavato delle guance e la perdita di tono, un tempo molti pazienti sceglievano di ricorrere agli impianti, inseriti nelle guance tramite un incisione all’interno della bocca. Oggi però i filler offrono un’alterativa altrettanto valida ma meno invasiva e con tempi di recupero minimi o addirittura inesistenti”. “Dettaglio fondamentale per ottenere i migliori risultati - ricorda il dott. Cho – è che ci siano dei “vuoti” da colmare, altrimenti ci si potrebbe ritrovare con un aspetto innaturale". L’approccio ottimale è comunque quello multiplo, ovvero associando differenti procedure. La semplice correzione delle guance, infatti, spiega il dott. Cho, può portare ad uno squilibrio delle proporzioni del viso, evidenziando lo svuotamento delle tempie anch’esso dovuto al passare del tempo.
Ai filler riempitivi, possono essere quindi abbinati iniezioni di botulino effettuate lungo la linea della mascella per ridisegnare il profilo del volto e il lipofilling, una tecnica chirurgica basata sul reimpianto di cellule adipose (prelevate dalle aree del corpo in cui sono naturalmente presenti in quantità maggiore) in particolari punti del volto che necessitano di essere riempiti e rimodellati.

Solo un chirurgo esperto e professionale saprà consigliare l’approccio più indicato valutando con il paziente i singoli trattamento e la loro eventuale sinergia per un approccio “globale” che restituisca al viso freschezza tutelandone l’aspetto naturale.

V. C.