Addominoplastica: oltre l'estetica

Con l’arrivo di un bebè tutto cambia: dalla quotidianità al rapporto di coppia, dalle priorità al corpo, che non sarà più lo stesso. Ma non solo. Spesso anche la qualità della vita è messa a dura prova. Procediamo con ordine.
La gravidanza è un periodo caratterizzato da grandi squilibri ormonali i cui effetti possono lasciare il segno anche sulla silhouette, in particolare sull’addome. La cute di questa zona è geneticamente programmata per affrontare lo stress del pancione, ma a volte i cambiamenti delle forme sono importanti e repentini e, dopo il parto, ci si trova con la pelle cadente, priva di tono ed elasticità (tanto che nei casi più estremi il ventre arriva ad assumere l’aspetto “a grembiule”), la muscolatura appare rilassata, e l’addome sporgente con accumuli adiposi localizzati e recidivi. Prezioso alleato per ritrovare la silhouette di prima riscoprendo la propria identità di donna e riconquistando la fiducia in sé stesse anche quando l’inestetismo è molto marcato, la chirurgia estetica.

L’addominoplastica, è infatti un intervento di “body contouring” che permette di migliorare nettamente l’aspetto e i profili del corpo e di rimodellare l’addome. Consente di rimuovere l’eccesso di cute e di adipe e di contrastare la lassità dei muscoli della parete addominale riavvicinando le fasce muscolari alla linea mediana da cui si sono allontanate a causa della diastasi, restituendo così tono e definizione. Una procedura che sta prendendo sempre più piede anche in Italia e che, negli States, si afferma come uno degli interventi più richiesti, tanto il “Tummy Tuck” viene spesso definito “Life Changing Surgery”, la “chirurgia che ti cambia la vita”. E se i risultati estetici sono innegabili oggi questa procedura ha un’altra freccia nel suo arco. Una ricerca pubblicata di recente su “Plastic and Reconstructive Surgery” ha dimostrato e confermato ciò che già da tempo i chirurghi avevano riscontrato sui loro pazienti. L’addominoplastica è in grado di migliorare i dolori alla schiena e l’incontinenza urinaria post-gravidanza, un plus che rende l’intervento ancor più interessante per molte donne affette queste problematiche. Lo studio ha coinvolto 214 donne sottoposte ad addominoplastica con riparazione muscolare in nove diversi centri chirurgici australiani. Prima dell’intervento a ciascun paziente è stato chiesto di valutare la frequenza e il grado di lombalgia e incontinenza. Più della metà delle donne hanno giudicato il dolore alla schiena da moderato a grave, mente l’incontinenza rappresentava una preoccupazione significativa. Nel follow-up post-operatorio eseguito dopo sei settimane e trascorsi sei mesi dall’intervento, solo il 9% dei pazienti ha riportato la presenza residua di un lieve dolore alla schiena e meno del 2% ha dichiarato che l’incontinenza urinaria non si era risolta. Dati che sicuramente fanno riflettere e che apportano all’addominoplastica una nuova valenza che la colloca tra gli interventi realmente efficaci nel migliorare la qualità della vita superando l’aspetto puramente estetico.