Imaging 3D, nuovo "alleato" hi-tech

Auto a guida autonoma, camerini per prove virtuali 3D, realtà aumentata, App che permettono di controllare ogni dettaglio della propria vita… Inutile negarlo, grazie alle più avanzate tecnologie viviamo nel futuro. E l’universo della medicina e chirurgia estetica, da sempre all’avanguardia, è in prima linea.
Sono sempre più numerosi, soprattutto negli States i chirurghi che si avvalgono dell’Imaging 3D, una tecnologia che permette di vedere il risultato finale di un trattamento o di un intervento grazie ad immagini tridimensionali assolutamente realistiche. Ma non solo. Avvalendosi dell’Imaging 3D Canfield Vectra, leader del settore, i pazienti non solo possono vedere l’effetto finale di una procedura, ma anche la struttura cutanea e i pori in alta definizione, i danno solari e i problemi vascolari quali rosacea e capillari.
Il Dr. David Shafer, chirurgo plastico ed estetico a New York, tra i primi ad avvalersi di questa tecnologia, puntualizza che “i pazienti che vengono nel mio studio mi chiedono di farli apparire al meglio, ma spesso non sanno identificare quale sia il problema da risolvere. Quando si vedono in 3D possono analizzare in modo oggettivo la loro pelle, la simmetria del viso o un inestetismo della silhouette sullo schermo di un computer e rendersi conto di avere ad esempio uno zigomo più alto dell’altro o danni causati dall’esposizione al sole. Dopo averne preso atto, con il medico si valuta ciò che infastidisce di più e ciò che, invece, disturba di meno, e, in base al budget, alle tempistiche, alle aspettative si prendono in considerazione soluzioni differenti: filler iniettabili, laser, peeling, chirurgia”.
Nella versione “corpo” vengono invece analizzati seno, fianchi, glutei, addome, arrivando a visualizzare quale sarà il risultato finale di un intervento, mastoplastica additiva in primis, osservando il futuro nuovo décolleté da angolazioni diverse.
 

Cosa aspettarsi quando ci si sottopone all’Imaging 3D Canfield Vecra? Posizionandosi davanti all’apparecchiatura si scatta un’immagine che viene colta contemporaneamente da sei telecamere ad alta definizione da angolazioni leggermente diverse. In pochi secondi l’immagine si apre sullo schermo del computer in 3D. Si passa poi alle valutazioni osservandola da tutte le prospettive e si interagisce per verificare gli inestetismi. La modalità grigio, permette di osservare chiaramente la struttura della pelle; quella marrone, evidenzia i danni solari e le macchie pigmentarie; quella rossa, rivela rosacea e capillari. Inoltre si possono ingrandire i pori e la trama cutanea, simulare l’effetto di riempitivi e neuromodulatori, oppure quello del resurfacing e, togliendo uno strato alla volta, mostrare il risultato di uno o più trattamenti. Esiste poi lo strumento “antirughe” che permette di “sfumare” segni d’invecchiamento e linee d’espressione imitando il botulino. Lo sviluppo di software sempre più sofisticati amplia ogni giorno le performance di questa tecnologia incrementandone la popolarità. “Il suo successo è frutto dei social – spiega il Dr. Shafer – La moda dei Selfie ha permesso alle persone di “vedersi” in dettaglio e di cogliere inestetismi e imperfezioni, ma anche di eliminarle avvalendosi dei filtri Photoshop o Instagram. I pazienti vengono così nel mio studio cercando di ottenere gli stessi risultati con i trattamenti di medicina estetica e grazie all’Imaging 3D è possibile mostrare loro i risultati realistici e rispondere in modo concreto alle loro aspettative”.

Cosa ci riserva il futuro? Il prossimo step sarà stampare i prima e dopo di una procedura con una stampante 3D così che il paziente possa avere a disposizione un modello reale del risultato di in intervento. Inoltre sarà possibile tradurre l’immagine tridimensionale in Virtual Reality, vivendo l’esperienza diretta, come se si stesse guardano il proprio corpo. Il domani è già qui…